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Oggi al parlamento Europeo e' stato approvato il rapporto sulla politica europea in materia di banda larga.

 "La banda larga rappresenta un'opportunità mai vista prima in materia di informazione, comunicazione, partecipazione, istruzione e vita professionale. Un'opportunità che per essere tale deve poter essere accessibile a tutti." Così Umberto Guidoni, europarlamentare Pdci, ha commentato l'approvazione del rapporto sulla politica europea in materia di banda larga.

"L'UE ha riconosciuto che l'accesso generalizzato - ha spiegato - è una premessa essenziale per lo sviluppo sociale, per servizi pubblici migliori e per la crescita di un'economia che si basi sulla conoscenza: per questo l'Europa produrrà ogni sforzo per assicurare l'eliminazione del digital divide. La rapida applicazione della banda larga - ha evidenziato Guidoni - è indispensabile per lo sviluppo della conoscenza, della produttività e della competitività europea, per la nascita di nuove e piccole imprese che possono essere leader in vari settori, tra i quali quello sempre più prioritario della produzione distribuita di contenuti e servizi."

Guidoni ha sottolineato che "il mercato spesso non basta: è importante che Stati membri, regioni e comuni stabiliscano incentivi per stimolare lo sviluppo della banda larga nelle regioni svantaggiate."

Infine, l'europarlamentare Pdci ha tenuto a ricordare che "è necessario che una parte dello spettro sia disponibile per l'uso sperimentale di nuove soluzioni tecnologiche e organizzative. Perchè - ha concluso Guidoni - tali tecnologie sono un investimento per il futuro e per una società migliore, ma solo se saranno aperte, accessibili e condivisibili da tutti."

Ufficio Stampa  Umberto Guidoni

Marco Furfaro

+32 485 034 938

+32 2 284 7722

http:www.umbertoguidoni.org

 

 

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Banda Larga: opportunita' ma solo se accessibile a tutti
Articoli - Articoli di Ls
Written by Ufficio Stampa Umberto Guidoni   
Tuesday, 19 June 2007

Oggi al parlamento Europeo e' stato approvato il rapporto sulla politica europea in materia di banda larga.

 "La banda larga rappresenta un'opportunità mai vista prima in materia di informazione, comunicazione, partecipazione, istruzione e vita professionale. Un'opportunità che per essere tale deve poter essere accessibile a tutti." Così Umberto Guidoni, europarlamentare Pdci, ha commentato l'approvazione del rapporto sulla politica europea in materia di banda larga.

"L'UE ha riconosciuto che l'accesso generalizzato - ha spiegato - è una premessa essenziale per lo sviluppo sociale, per servizi pubblici migliori e per la crescita di un'economia che si basi sulla conoscenza: per questo l'Europa produrrà ogni sforzo per assicurare l'eliminazione del digital divide. La rapida applicazione della banda larga - ha evidenziato Guidoni - è indispensabile per lo sviluppo della conoscenza, della produttività e della competitività europea, per la nascita di nuove e piccole imprese che possono essere leader in vari settori, tra i quali quello sempre più prioritario della produzione distribuita di contenuti e servizi."

Guidoni ha sottolineato che "il mercato spesso non basta: è importante che Stati membri, regioni e comuni stabiliscano incentivi per stimolare lo sviluppo della banda larga nelle regioni svantaggiate."

Infine, l'europarlamentare Pdci ha tenuto a ricordare che "è necessario che una parte dello spettro sia disponibile per l'uso sperimentale di nuove soluzioni tecnologiche e organizzative. Perchè - ha concluso Guidoni - tali tecnologie sono un investimento per il futuro e per una società migliore, ma solo se saranno aperte, accessibili e condivisibili da tutti."

Ufficio Stampa  Umberto Guidoni

Marco Furfaro

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Last Updated ( Tuesday, 19 June 2007 )
 
Direttiva IPRED2: Convegno con politici, giuristi, esperti e associazioni
Battaglie - Legislative in Europa
Written by Administrator   
Friday, 27 April 2007

Le posizioni dei Politici, degli esperti e delle associazioni sulla Direttiva sulla Proprietà
Intellettuale che e' stata approvata in prima lettura al Parlamento Europeo

Dibattito Convegno promosso da  Libero Sapere e dalla Free Hardware Foundation Italia con l'obiettivo  di permettere  alle associazioni di esprimere la loro posizione e agli esperti di rendere note le loro perplessita' e analizzare i punti deboli e i rischi  per i cittadini e le imprese, al  fine di comunicare le loro posizioni e perplessita' ai politici.  

Il 7 Maggio, dopo il voto in prima lettura, ma prima del passaggio al Consiglio e al PE in seconda lettura, su iniziativa della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, vi sara' il seguente dibattito.
 
Lunedi`7 Maggio - ore 10:00 - 13:00
Roma, Sala delle Bandiere, Parlamento Europeo
Via IV Novembre 149, Roma

  Direttiva IPRED2 "Misure penali per assicurare il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale"
  Dibattito  con politici, giuristi, associazioni
 

Modera:   Riccardo Staglianò, giornalista Repubblica  

Pietro Folena, Presidente commissione Cultura Camera dei deputati
Nicola Zingaretti, Eurodeputato PSE, relatore IPRED2 in commissione giuridica
Umberto Guidoni, Eurodeputato GUE/NGL *
Beatrice Magnolfi, Sottosegretario per le Riforme e le Innovazioni nella PA
Fiorello Cortiana, Comitato consultivo sulla Governance di Internet

Prof Stefano Rodotà,
Prof Giuseppe Corasaniti, Università di Roma3
Prof Salvatore Casillo, Università di Salerno
Prof Giovanni Ziccardi, Università di Milano

Sono state invitate le seguenti Associazioni per esprimere la loro posizione 


Un Responsabile Societa' apaprtenente a BSA (probabilmente Microsoft), Business Software Alliance
Roberto Galtieri, Libero Sapere 
Matilde Ferraro, Free Hardware Foundation 
Giorgio Assumma, SIAE
Paolo Zocchi, Margherita ICT
Sergio Bellucci, NetLeft
P
Giorgio Sebastiano, Adiconsum
Paolo Martinello, Altroconsumo 
Anna Bartolini, Consiglio dei Consumatori Europei 
Paolo Nuti, AIIP
Matteo Fici, Assoprovider 
Antonello Busetto, Federcomin
Federico Motta, Sistema Cultura Italia 
Enzo Mazza, FIMI
Ennio Lucarelli, AiTech Assinform
Giovanna Sissa, Il Secolo della Rete
Paolo De Andreis, Punto Informatico
Athos Gualazzi, Partito Pirata Italiano
G Di Molfetta, Unione degli Studenti
Marco Calamari, Progetto Winston Smith



Ulteriori documenti si trovano qui

Tutti gli articoli di Libero Sapere su IPRED2 si trovano qui 


Il 24 Aprile il Parlamento Europeo ha votato in seduta plenaria in prima lettura la proposta di seconda Direttiva relativa alle misure penali finalizzate ad assicurare il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale.


Con lo scopo dichiarato di combattere la contraffazione  la Commissione impone sanzioni penali durissime in tutta europa contro la condivisione, accomunando
in un "reato" generico la contraffazione e quella che si vuole considerare "pirateria": due atti decisamente diversi tra di loro anche giuridicamente.
Inoltre e' la prima volta che la Commissione acquista capacità giuridica in materia penale in quanto se la proposta di Direttiva  fosse definitivamente adottata
obbligherebbe tutti gli stati membri ad imporre sanzioni penali.
Per di piu' queste sanzioni penali sono relative ad un nuovo reato generico che accomuna contraffazione e "pirateria"

Se la Direttiva fosse definitivamente adottata nella sua forma attuale "aiutare, favorire o incoraggiare" la violazione di copyright  nell'Unione Europea diventerà un crimine.
La Ipred 2 è figlia delle pressioni delle lobby delle major che ancora una volta ostacolano l'innovazione in rete criminalizzando la condivisione di contenuti,
gli sviluppatori open source e i Providers che si rifiutano di bloccare le reti P2P.

Se la IPRED 2 diventasse legge le major potrebbero affiancare la polizia nelle indagini giudiziarie come parte di "team comuni di indagine" organizzati a livello trasnazionale.

Se la IPRED2 fosse adottata si imporrebbe a tutti gli stati dell'Unione di delegare l'attivita' investigativa dalle autorita' dello stato ai consulenti delle major,
che si aggiungerebbero alle autorita' di polizia nelle indagini giudiziarie relative a contraffazione e pirateria, parte di "team comuni di indagine" organizzati a livello trasnazionale.

Cio' equivale alla privatizzazione della giustizia. Renderebbe, inoltre, ogni cittadino e impresa dei sospetti criminali, potenzialmente sottoposti ad indagini private preventive,
limitando cosi' in ogni stato dell'Unione Europea i diritti e le liberta' digitali, conquistate e consolidate negli anni. I cittadini perderebbero infatti diritti
che in Europa dovrebbero essere protetti dalle garanzie per la privacy.

L'obiettivo della IPRED2 deve essere quello di fermare la contraffazione e lottare contro la criminalita' organizzata, non quello di spingersi oltre ; senza creare volute ambiguità e contraddizioni.

Nella Direttiva invece in molti termini vengono lasciati poco chiari e mal definiti come ad  esempio il concetto di "favoreggiamento".
Questa ambiguità nelle norme penali rischiano di dare spazio a pericolose intepretazioni 
all'equiparazione di un'attività di contraffazione con l'utilizzo  dei sistemi di file sharing.

I cittadini o le imprese che oltrepasseranno i labili e ambigui confini stabiliti dal testo della direttiva rischieranno denunce penali, sequestro dei beni,
l'esclusione permanente dal loro business, multe fino a 100.000 euro e pene detentive fino a 3 anni. Imponendo cosi' una ambiguita' del diritto, che in situazioni di conflitto fra una major e un cittadino o una piccola impresa si risolverebbe facilmente a favore del piu' forte.

Molti gruppi e organizzazioni stanno lavorando a livello europeo per fermare questa direttiva. Si e' parzialmente persa la prima battaglia (la prima lettura in parlamento), ma vi e' ancora il passaggio al Consiglio e la Seconda Lettura.
La copia e la condivisione non sono un crimine! Non lasciamo che l'Unione Europea faccia passare una direttiva che criminalizza il download,
che crea il reato di opinione  di incitamento alla condivisione,
trasformando i suoi cittadini in criminali della copia, ostaggi in balia degli investigatori delle majors!


 

Last Updated ( Wednesday, 09 May 2007 )
 
Da che parte stare, da quella della fame o da quella dell'abbondanza ?
Battaglie - Legislative in Europa
Written by Marco Calamari   
Wednesday, 02 May 2007

di Marco Calamari - Progetto Winston Smith ( articolo ripubblicato da PI )

L'affollamento di proposte di legge sulla protezione della proprietà intellettuale e di scontri tra i proprietari di contenuti ed i paladini del peer-to-peer ha dato a tutti grandi possibilità di discussione e di schieramento.

Il cartello dei detentori di diritti di sfruttamento commerciale di opere musicali e cinematografiche, Disney e Sony in testa, e delle loro lobby, RIAA e più modestamente SIAE, ha fatto il proprio mestiere, alternando stracciamento di vesti a potenti azioni di lobby, che hanno prodotto leggi ed iniziative così potenzialmente liberticide da essere superate solo da iniziative mostruose post 11/9 quali il Patriot act o la TIA.

L'industria informatica, Microsoft e consorzio TCPA in testa, sta facendo del proprio meglio per realizzare in maniera adeguata il digitale del futuro, incorporando in profondità nei sistemi operativi e nelle applicazioni sistemi di protezione della proprietà intellettuale (DRM - Digital Rights Management) che hanno lo scopo dichiarato di proteggere i diritti degli autori contro i pirati informatici, e l'effetto certo di sottrarre il controllo del pc ai legittimi proprietari e di trasformare clienti ed utenti in nemici e prigionieri.

Le organizzazioni dei consumatori (poco) e quelle per la difesa dei diritti civili si stanno muovendo per contrastare in qualche modo le azioni di lobbying volte all'emanazione di leggi sempre più paradossali per la difesa delle varie forme di proprietà intellettuale.
Il loro fine ultimo dovrebbe probabilmente essere quello di non contrastare particolari proposte di legge, ma fare lobbying per convincere i rappresentanti politici ed i legislatori che la difesa dei diritti dei loro elettori sarebbe, a lungo termine, la posizione per loro più redditizia (oltre che moralmente più difendibile).

Il dibattito si è acceso e spezzato su più piani specializzati, e spesso scarsamente comunicanti tra loro.

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IPRED2 - Grossa sconfitta perla democrazia e i cittadini
Battaglie - Legislative in Europa
Written by Roberto Galtieri   
Wednesday, 25 April 2007

374 a favore 278 contro: così é stata adottata la prima lettura della proposta di direttiva IPRED2, sulle misure penali volte ad assicurare il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale.

Nonostante una potentissima azione di lobby "industriale" da parte delle multinazionali e delle major da un lato, e dall'altro la inusitata pressione politica da parte della Commissione europea, che di questi interessi é stata ed é sempre più portavoce e rappresentanza, la battaglia per la libertà dei cittadini alla conoscenza e la sua condivisione e la difesa dello stato di diritto ha riscontrato vaste adesioni ancorché insufficienti.
Sarebbe bastato spostare altri 47 voti, e la direttiva sarebbe stata rigettata dal parlamento europeo, come avvenne per la direttiva sui brevetti software.  Probabilmente con un mese in piu' di campagna ce l'avremmo fatta.

Va detto con chiarezza, di sconfitta si tratta, e grossa per la democrazia e le libertà dei cittadini.

(1)       Si privatizza la giustizia con i poteri dati ai contractors delle major contro i singoli cittadini . Ci si era battuti con  l'emendamento 62 soppressivo del testo della Commissione, all'articolo 7: emendamento così motivato:  La privatizzazione dell'azione penale a favore degli interessi di singole parti in causa va respinta per questioni di politica giuridica generale. Nelle società democratiche in cui vige lo stato di diritto, lo Stato è dotato del monopolio legale dell‚uso della forza. Soggetti privati non hanno il diritto di esercitare l'azione penale al fine di combattere violazioni della legge commesse da concittadini. Ciascun individuo ha invece solo il diritto di esigere protezione dallo Stato, se necessario per mezzo del diritto penale. Le ben definite norme di procedura penale sono vincolanti solo per le autorità responsabili dell'azione penale. E anche se il diritto di procedura penale fosse parimenti applicabile a tutti i membri delle squadre investigative comuni, mancherebbe il controllo democraticamente legittimato, in quanto i titolari del diritti di proprietà intellettuale non detengono una carica pubblica e pertanto non sono vincolati da norme interne emanate dall'autorità giudiziaria.

(2)       Impone agli stati membri di istituire il reato associativo e di opinione "la complicità e l'istigazione " "a qualsiasi violazione intenzionale del diritto di proprieta' intellettuale".  

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Last Updated ( Thursday, 03 May 2007 )
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IPRED2 - si e' votato - i primi commenti
Battaglie - Legislative in Europa
Written by Administrator   
Wednesday, 25 April 2007

 Oggi si e' votata la Direttiva IPRED2.

Fra i documenti trovate i risultati del voto.
 Non siamo riusciti a far rigettare la direttiva, sono stati  (un po') limitati i danni

  • e' passato il principale emendamento ritenuto chiave e prioritario (una volta persa la battaglia per il rigetto)  il 39/59 che pone una distinzione sulla scala commerciale e delimita il campo di cosa e' "proprieta' intellettuale" ai fini della direttiva [ concetto mistificante per libero sapere]
  • e' passato l'emendamento 16, che permette l'uso di un'opera protetta ai fini di critica, informazione, recensione [emendamento che comunque svela che l'obiettivo  reale della direttiva non  e' la contraffazione]
  • e' passato l'emendamento 58 che non permette che si proceda d'ufficio (occorre la denuncia del danneggiato)

Fra breve pubblicheremo ulteriori commenti
Libero Sapere


 

Un commento di  Umberto GUIDONI (PDCI):

Proprieta' intellettuale: "Pessima direttiva ma almeno abbiamo escluso l'uso privato"

 "Purtroppo non siamo riusciti a respingere la direttiva, ma almeno abbiamo fissato alcune limitazioni che tutelano l'uso privato non a scopo di lucro degli utenti che per esempio utilizzano il P2P e la condivisione di file." Cosi' Umberto Guidoni, deputato europeo del Pdci, ha commentato l'esito del voto finale dell'aula di Strasburgo sulla relazione Zingaretti che stabilisce le sanzioni penali per chi viola i diritti di proprietà intellettuale.

"La direttiva - ha spiegato Guidoni - confonde il contrasto alla contraffazione con le violazioni in materia di proprietà intellettuale, rischiando cosi' di rendere meno efficace la lotta alla falsificazione criminale: sarebbe stato più utile, invece, limitare l‚applicazione della direttiva solo alle violazioni penali dei diritti riguardanti i marchi che hanno carattere commerciale, o che comportano violazioni rilevanti in materia di contraffazione (produzione in serie di contenuti illecitamente riprodotti dall'originale). L‚ampliamento improprio al copyright, invece, può comportare seri rischi per la privacy dei consumatori di prodotti multimediali."

"La direttiva - insiste Guidoni - rappresenta poi un pericoloso precedente perché affida ai soggetti privati un ruolo diretto nelle indagini che va oltre l‚ausilio tecnico alle autorità, e finisce per diventare un ruolo di impulso e indirizzo,  in contrasto con i principi generali del diritto comune."

"Siamo pero' riusciti a limitare i danni presentando un emendamento (presentato da Guidoni per il gruppo della Sinistra Unitaria e da Zingaretti per il gruppo Socialista) che comprende il concetto di "violazione su scala commerciale" in modo da colpire la criminalità organizzata ed escludere esplicitamente gli atti effettuati dagli utenti privati per finalità personali e non lucrative. Una norma di tutela necessaria", ha concluso Guidoni.

Ufficio Stampa  Umberto Guidoni
Marco Furfaro
http://www.umbertoguidoni.org

 
IPRED2 - 10 buoni motivi di perplessita' sulla IPRED2
Battaglie - Legislative in Europa
Written by G. Corasaniti   
Monday, 23 April 2007

1)      La Direttiva interviene in materia penale imponendo agli Stati un diritto penale minimo in materia di contraffazione senza che vi sia un quadro chiaro di riferimento delle norme che definiscono la contraffazione stessa ,ed anzi unificando  violazioni di marchio,di brevetti e di diritti d‚autore (copyright) ;

2)      La Direttiva abbandona inspiegabilmente ,per quanto riguarda il copyright ,un concetto finora chiaro a livello europeo come la "scala commerciale" e cioè la produzione di più esemplari di prodotti abusivi (su scala) nell‚ambito di una attività commerciale (produttiva) organizzata ,finendo per confondere il danno alle imprese emergente- in termini di mancata vendita di prodotti originali - con quello che invece è l‚ambito del mercato "abusivo" digitale che ha diverse sfumature e diverse tipologie ,non solo rientranti nel peer to peer (ad esempio lo streaming video,la condivisione di files ,il link) ,sono evidenti i rischi di ambiguità terminologica che possono trasformarsi in pericoli effettivi per le libertà individuali nell'Unione ed in forme di controllo massivo sui consumi multimediali ,per di più affidato anche a soggetti privati  ;

3)      La Direttiva impone agli Stati di agire penalmente non sulla base di una dichiarazione di volontà della parte interessata (querela) come sarebbe stato logico ,trattandosi di interessi privati ,ma nel contempo affida proprio ai soggetti privati un ruolo diretto nelle indagini ,che non è neppure limitato ,come sarebbe stato altrettanto logico,al riconoscimento dei prodotti contraffatti ed all'ausilio tecnico delle autorità ,ma finisce per diventare di fatto un ruolo di impulso e indirizzo in contrasto con i principi generali del diritto comune ;

4)      La Direttiva sembra sottovalutare che l‚ampliamento improprio del suo contenuto al copyright comporta seri rischi di violazione dei principi di tutela della privacy dei consumatori di prodotti multimediali con riguardo ai dati personali che possono essere raccolti,trattati per controllare scelte di consumo e usi non espressamente autorizzati dai detentori dei diritti ,in contraddizione con l'art. 8 della Convenzione europea dei diritti umani e in contrasto con la normativa europea sui dati personali ,per di più ,apparentemente, senza avere raccolto sul punto le opinioni delle associazioni dei consumatori come dei Garanti europei sul trattamento dei dati personali ;

5)      La Direttiva  si pone apparentemente in contrasto con la convenzione sul Cybercrime del 2001 (sottoscritta proprio dall‚Unione Europea) all‚art. 10 in tema di violazioni al copyright quanto a contenuti e eccezioni che gli Stati possono prevedere ;

6)      La Direttiva non istituisce né suggerisce la  specializzazione per le forze di polizia e per la magistratura anche di fronte ad un fenomeno criminale come la contraffazione organizzata dalla criminalità  analogamente con quanto avviene per il contrasto alle organizzazioni criminali transnazionali ,finendo per affidare (solo) ai soggetti privati un ruolo improprio ed in potenziale conflitto di interessi ,specie con riguardo a fenomeni articolati come le importazioni parallele ;

7)      La Direttiva non è utile ai singoli Stati ,per come è stata concepita ,né introduce tecniche di indagine nuove o particolari forme di effettiva cooperazione europea basate sul controllo delle importazioni e sulla elaborazione dei relativi dati nell‚ambito del mercato europeo ,mancano per esempio strumenti specifici di indagine che ben avrebbero potuto costituire un effettivo deterrente per le pratiche effettivamente criminali (controlli sui dati fiscali e di importazione)  ;

8)      La Direttiva ,unificando contrasto alla contraffazione e abusi in materia di copyright finisce per confondere pericolosamente i due fenomeni e rischia di attenuare ,e non di rendere più efficace ,il contrasto alla contraffazione criminale : sarebbe utile ,ma non vi è stata, una distinzione che chiarisca espressamente che essa si applica alle violazioni del copyright solo ,come sarebbe utile e logico, quando essere riguardano la produzione commerciale di prodotti multimediali contraffatti ,comunque distribuiti;

9)       La Direttiva non è stata preceduta da una completa analisi economica e sociale del fenomeno della contraffazione ,risultando evidente che ,come dimostra proprio l‚esperienza italiana dove dal 2000 sono state introdotte sanzioni penali e amministrative già in linea tendenzialmente con le nuove prescrizioni, che l‚inasprimento delle sanzioni non ha comportato alcuna diminuzione delle statistiche riguardanti proprio la contraffazione e le violazioni del copyright ;

10)  La Direttiva non istituisce centri indipendenti e istituzionali di analisi ,referenti dell'Unione e semmai collegati organicamente con il mondo della ricerca, ai quali affidare l‚analisi del fenomeno e della sua evoluzione in ambito nazionale ed europeo , in rapporto alle concrete realtà della evoluzione dei metodi del commercio e delle tecnologie analogamente ,ad esempio a quanto è stato previsto proprio in materia di criminalità e sicurezza informatica .

Qui la documentazione completa

Last Updated ( Wednesday, 25 April 2007 )
 
IPRED2 - Gli emendamenti da sostenere
Battaglie - Legislative in Europa
Written by Roberto Galtieri   
Sunday, 22 April 2007
IPRED 2 - Gli emendamenti da sostenere - Lunedi' il dibattito, Mercoledi' il voto

Più lotta alla mafia, più libertà per i cittadini.  Scriviamo ai nostri deputati. 

di Roberto Galtieri  This email address is being protected from spam bots, you need Javascript enabled to view it  

 La discussione ed il voto sulla proposta di Direttiva IPRED2 sono stati anticipati.
Lunedi' 23 il dibattito in Aula, il 24 alle 13 il voto
Liberosapere seguira' il dibattito su IPRED2 in diretta, informando su quello che succede.


E' necessario che i deputati europei ricevano e-mail contro la Direttiva.
Libero Sapere propone di inviare ai deputati europei eletti in Italia il seguente testo base:

Signor Deputato ,
       in merito al rapporto ZINGARETTI la invito a votare i seguenti emndamenti:

sul metodo
1) am. 43 e 44 i qual propogono la reizione della Direttiva conformemente anche alla richiesta
dell'intero Parlamento e del governo olandesi poiché la Commissione abusa dei suoi poteri in materia di sanzioni penali comunutarie

 nel merito
2) sull'articolo 2, emendementi 46,59 e 39: distinzione tra crimaità organizzata e libertà dei cittadini

3) articolo 4, emendamenti 54 e 60: agli Stati membri la definizione di sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive

4) articolo 6bis, nuovo, emendamento 61: maggior protezione dei dati personali

5) articolo 7, emendamenti 62 e 57: i poteri di indagine sono dello Stato non delle società comemrciali

la ringrazio di informarmi circa il suo voto su tali emendamenti al fine di poter continuare
a determinare in conoscenza il mio prossimo voto alle elezioni europee  

distinti saluti

.....

 


Qui gli emendamenti da sostenere

 Qui la lista di Voto (GUE)

Qui gli indirizzi  dei deputati al Parlamento Europeo

  Qui tutta la documentazione

Qui tutti gli emendamenti presentati 

 

 

Last Updated ( Wednesday, 02 May 2007 )
 
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