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Direttiva IPRED2: Convegno con politici, giuristi, esperti e associazioni PDF Print E-mail
Written by Administrator   
Friday, 27 April 2007

Le posizioni dei Politici, degli esperti e delle associazioni sulla Direttiva sulla Proprietà
Intellettuale che e' stata approvata in prima lettura al Parlamento Europeo

Dibattito Convegno promosso da  Libero Sapere e dalla Free Hardware Foundation Italia con l'obiettivo  di permettere  alle associazioni di esprimere la loro posizione e agli esperti di rendere note le loro perplessita' e analizzare i punti deboli e i rischi  per i cittadini e le imprese, al  fine di comunicare le loro posizioni e perplessita' ai politici.  

Il 7 Maggio, dopo il voto in prima lettura, ma prima del passaggio al Consiglio e al PE in seconda lettura, su iniziativa della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, vi sara' il seguente dibattito.
 
Lunedi`7 Maggio - ore 10:00 - 13:00
Roma, Sala delle Bandiere, Parlamento Europeo
Via IV Novembre 149, Roma

  Direttiva IPRED2 "Misure penali per assicurare il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale"
  Dibattito  con politici, giuristi, associazioni
 

Modera:   Riccardo Staglianò, giornalista Repubblica  

Pietro Folena, Presidente commissione Cultura Camera dei deputati
Nicola Zingaretti, Eurodeputato PSE, relatore IPRED2 in commissione giuridica
Umberto Guidoni, Eurodeputato GUE/NGL *
Beatrice Magnolfi, Sottosegretario per le Riforme e le Innovazioni nella PA
Fiorello Cortiana, Comitato consultivo sulla Governance di Internet

Prof Stefano Rodotà,
Prof Giuseppe Corasaniti, Università di Roma3
Prof Salvatore Casillo, Università di Salerno
Prof Giovanni Ziccardi, Università di Milano

Sono state invitate le seguenti Associazioni per esprimere la loro posizione 


Un Responsabile Societa' apaprtenente a BSA (probabilmente Microsoft), Business Software Alliance
Roberto Galtieri, Libero Sapere 
Matilde Ferraro, Free Hardware Foundation 
Giorgio Assumma, SIAE
Paolo Zocchi, Margherita ICT
Sergio Bellucci, NetLeft
P
Giorgio Sebastiano, Adiconsum
Paolo Martinello, Altroconsumo 
Anna Bartolini, Consiglio dei Consumatori Europei 
Paolo Nuti, AIIP
Matteo Fici, Assoprovider 
Antonello Busetto, Federcomin
Federico Motta, Sistema Cultura Italia 
Enzo Mazza, FIMI
Ennio Lucarelli, AiTech Assinform
Giovanna Sissa, Il Secolo della Rete
Paolo De Andreis, Punto Informatico
Athos Gualazzi, Partito Pirata Italiano
G Di Molfetta, Unione degli Studenti
Marco Calamari, Progetto Winston Smith



Ulteriori documenti si trovano qui

Tutti gli articoli di Libero Sapere su IPRED2 si trovano qui 


Il 24 Aprile il Parlamento Europeo ha votato in seduta plenaria in prima lettura la proposta di seconda Direttiva relativa alle misure penali finalizzate ad assicurare il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale.


Con lo scopo dichiarato di combattere la contraffazione  la Commissione impone sanzioni penali durissime in tutta europa contro la condivisione, accomunando
in un "reato" generico la contraffazione e quella che si vuole considerare "pirateria": due atti decisamente diversi tra di loro anche giuridicamente.
Inoltre e' la prima volta che la Commissione acquista capacità giuridica in materia penale in quanto se la proposta di Direttiva  fosse definitivamente adottata
obbligherebbe tutti gli stati membri ad imporre sanzioni penali.
Per di piu' queste sanzioni penali sono relative ad un nuovo reato generico che accomuna contraffazione e "pirateria"

Se la Direttiva fosse definitivamente adottata nella sua forma attuale "aiutare, favorire o incoraggiare" la violazione di copyright  nell'Unione Europea diventerà un crimine.
La Ipred 2 è figlia delle pressioni delle lobby delle major che ancora una volta ostacolano l'innovazione in rete criminalizzando la condivisione di contenuti,
gli sviluppatori open source e i Providers che si rifiutano di bloccare le reti P2P.

Se la IPRED 2 diventasse legge le major potrebbero affiancare la polizia nelle indagini giudiziarie come parte di "team comuni di indagine" organizzati a livello trasnazionale.

Se la IPRED2 fosse adottata si imporrebbe a tutti gli stati dell'Unione di delegare l'attivita' investigativa dalle autorita' dello stato ai consulenti delle major,
che si aggiungerebbero alle autorita' di polizia nelle indagini giudiziarie relative a contraffazione e pirateria, parte di "team comuni di indagine" organizzati a livello trasnazionale.

Cio' equivale alla privatizzazione della giustizia. Renderebbe, inoltre, ogni cittadino e impresa dei sospetti criminali, potenzialmente sottoposti ad indagini private preventive,
limitando cosi' in ogni stato dell'Unione Europea i diritti e le liberta' digitali, conquistate e consolidate negli anni. I cittadini perderebbero infatti diritti
che in Europa dovrebbero essere protetti dalle garanzie per la privacy.

L'obiettivo della IPRED2 deve essere quello di fermare la contraffazione e lottare contro la criminalita' organizzata, non quello di spingersi oltre ; senza creare volute ambiguità e contraddizioni.

Nella Direttiva invece in molti termini vengono lasciati poco chiari e mal definiti come ad  esempio il concetto di "favoreggiamento".
Questa ambiguità nelle norme penali rischiano di dare spazio a pericolose intepretazioni 
all'equiparazione di un'attività di contraffazione con l'utilizzo  dei sistemi di file sharing.

I cittadini o le imprese che oltrepasseranno i labili e ambigui confini stabiliti dal testo della direttiva rischieranno denunce penali, sequestro dei beni,
l'esclusione permanente dal loro business, multe fino a 100.000 euro e pene detentive fino a 3 anni. Imponendo cosi' una ambiguita' del diritto, che in situazioni di conflitto fra una major e un cittadino o una piccola impresa si risolverebbe facilmente a favore del piu' forte.

Molti gruppi e organizzazioni stanno lavorando a livello europeo per fermare questa direttiva. Si e' parzialmente persa la prima battaglia (la prima lettura in parlamento), ma vi e' ancora il passaggio al Consiglio e la Seconda Lettura.
La copia e la condivisione non sono un crimine! Non lasciamo che l'Unione Europea faccia passare una direttiva che criminalizza il download,
che crea il reato di opinione  di incitamento alla condivisione,
trasformando i suoi cittadini in criminali della copia, ostaggi in balia degli investigatori delle majors!


 

Last Updated ( Wednesday, 09 May 2007 )
 
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