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Banda Larga: opportunita' ma solo se accessibile a tutti PDF Print E-mail
Written by Ufficio Stampa Umberto Guidoni   
Tuesday, 19 June 2007

Oggi al parlamento Europeo e' stato approvato il rapporto sulla politica europea in materia di banda larga.

 "La banda larga rappresenta un'opportunità mai vista prima in materia di informazione, comunicazione, partecipazione, istruzione e vita professionale. Un'opportunità che per essere tale deve poter essere accessibile a tutti." Così Umberto Guidoni, europarlamentare Pdci, ha commentato l'approvazione del rapporto sulla politica europea in materia di banda larga.

"L'UE ha riconosciuto che l'accesso generalizzato - ha spiegato - è una premessa essenziale per lo sviluppo sociale, per servizi pubblici migliori e per la crescita di un'economia che si basi sulla conoscenza: per questo l'Europa produrrà ogni sforzo per assicurare l'eliminazione del digital divide. La rapida applicazione della banda larga - ha evidenziato Guidoni - è indispensabile per lo sviluppo della conoscenza, della produttività e della competitività europea, per la nascita di nuove e piccole imprese che possono essere leader in vari settori, tra i quali quello sempre più prioritario della produzione distribuita di contenuti e servizi."

Guidoni ha sottolineato che "il mercato spesso non basta: è importante che Stati membri, regioni e comuni stabiliscano incentivi per stimolare lo sviluppo della banda larga nelle regioni svantaggiate."

Infine, l'europarlamentare Pdci ha tenuto a ricordare che "è necessario che una parte dello spettro sia disponibile per l'uso sperimentale di nuove soluzioni tecnologiche e organizzative. Perchè - ha concluso Guidoni - tali tecnologie sono un investimento per il futuro e per una società migliore, ma solo se saranno aperte, accessibili e condivisibili da tutti."

Ufficio Stampa  Umberto Guidoni

Marco Furfaro

+32 485 034 938

+32 2 284 7722

http:www.umbertoguidoni.org

 

Last Updated ( Tuesday, 19 June 2007 )
 
Il Futuro? Rete Blindata e Leggi durissime per "proteggere" la Proprieta' Intellettuale PDF Print E-mail
Written by Marco Calamari   
Tuesday, 27 March 2007

Articolo di Marco Calamari su PI conferma l'analisi di libero sapere (purtroppo).
Partecipate alla campagna per modificare la direttiva IPRED2

Tutto l'immateriale deve essere dato in diritto e in proprieta' esclusiva a qualcuno (i soliti noti oligopolisti). A tal fine procede la blinadtura della rete e dello spettro, l'adozion di  leggi e strumenti di controllo per chi vuole produrre e scambiare beni immateriali. Dobbiamo essere solo passivi consumatori (ed esclusivamente i pochi che potranno permettersi di pagare ogni bit) [Libero Sapere] Oggi e' il domani di cui si saremmo dovuti preoccupare ieri [Progetto Winston Smith]

Cassandra / Marco Calamari - DVB e IPRED2 : L'offensiva continua
Nuove tecnologie di blindatura e nuove normative sulla proprietà intellettuale procedono di pari passo e si intersecano in più punti. Il fatto che procedano assieme no, non è un caso.

Roma - Gli attenti lettori di Punto Informatico non avranno di certo mancato, questa settimana, di leggere l'articolo sul DVB (Digital Video Broadcasting) di Alessandro Bottoni e la notizia dell'approvazione in commissione della bozza di direttiva IPRED2 sulla proprietà intellettuale. Si tratta di due "fotografie" ben descrittive della situazione attuale dei diritti digitali, scattate da due punti di vista diversi, quello tecnologico e quello legale. Poco rimane da dire, è solo necessario fare una sintesi che per essere efficace sarà breve e brutale.

Riassumiamo brevemente: la specifica DVB altro non è se non una evoluzione delle tecnologie già applicate per il Trusted Computing, ora dispiegate in misura ancora maggiore per la futura trasmissione in broadcasting di contenuti digitali. Anche la direttiva IPRED2 è l'evoluzione della precedente IPRED, che normava a livello europeo la questione della proprietà intellettuale.

Quello che probabilmente tende a sfuggire ai più, e che i mezzi di informazione non hanno messo (se non di sfuggita) in evidenza, è la strettissima correlazione che esiste tra questi due fronti, che sono invece un unico fronte che attraversa i territori delle tecnologie, delle leggi e delle libertàindividuali nel mondo, digitale e non. Su questo fronte è in corso un attacco senza precedenti alle libertà digitali, condotto con la scusa della difesa della cosiddetta "proprietà intellettuale" usando mezzi ampi e piani precisi, coordinati e ben concepiti.

continua... 

Last Updated ( Saturday, 31 March 2007 )
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Cassandra Crossing: l'alba del nuovo PC e della nuova Internet č vicina ma fa paura a pochi PDF Print E-mail
Written by Marco Calamari   
Monday, 12 March 2007

Ripubblchiamo da Punto Informatico un evocativo articolo, ormai storico, che nel 2/9/2005 preannunciava la costruzione della nuova Internet Blindata e Controllata.
E' ora di aprire gli occhi? Di formare dei gruppi di self-help? Di organizzare la resistenza?
-- OGGI E' IL DOMANI DI CUI CI SAREMMO DOVUTI PREOCCUPARE IERI --

Punta su Cassandra Crossing il treno TCPA

Marco Calamari - Progetto Winston Smith

Come i passeggeri del convoglio del celebre film gli utenti informatici non sembrano accorgersi di quanto passa davati al proprio naso: l'alba del nuovo PC (e della nuova Internet ) è vicina ma fa paura a pochi.
È ora di aprire gli occhi?


Forse solo persone della mia fascia di età od appassionati di B-movie ricorderanno il film "Cassandra Crossing". La storia, originale per l'epoca, era ambientata su un treno internazionale, dove il solito terrorista (ma siamo negli anni '70, allora era una profezia) sparge tra i passeggeri il solito virus mutante mortale rubato dal solito laboratorio di armi batteriologiche.

Quando l'eroe di turno se ne accorge, non puo' fare altro che far sigillare il treno e dirottarlo verso un ponte crollato. Laggiù il treno si schianterà uccidendo tutti i passeggeri, che sarebbero comunque condannati, per evitare ulteriori contagi. Per riuscire a far questo deve ovviamente rassicurare con messaggi vaghi e assolutamente falsi i passeggeri che tutto va bene, che stanno lavorando per la loro sicurezza, e che arriveranno presto e felicemente a destinazione.

Mi è rimasta impressa la scena di quando i passeggeri vedono uomini in tuta protettiva saldare lastre di acciaio ai finestrini e bloccare le porte, mentre a loro viene detto di non preoccuparsi, e che è per il loro bene.

La cosa assurda è che solo pochi sono colti dal dubbio, molti invece ci credono totalmente e tornano a fare la calza o le parole crociate.

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Stanno sigillando i finestrini, le vedete le scintille dei saldatori? Queste non sono ipotesi, sono gli schemi costruttivi dei vostri regali per il Natale 200x.

Last Updated ( Monday, 12 March 2007 )
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Economia della scarsitą o dell'abbondanza PDF Print E-mail
Written by Marco Calamari   
Monday, 12 March 2007

Economia della scarsità o dell'abbondanza
di Marco Calamari  - Progetto Winston Smith

Reprinted from Punto Informatico 22/9/2003

Il 22 settembre l'Europarlamento voterà su una direttiva sul diritto d'autore.
In un documento spedito ai rappresentanti italiani dal Progetto Winston Smith il punto su quello che c'è in gioco

L'affollamento di proposte di legge sulla protezione della proprietà intellettuale e di scontri tra i proprietari di contenuti ed i paladini del peer-to-peer ha dato a tutti grandi possibilità di discussione e di schieramento.

Il cartello dei detentori di diritti di sfruttamento commerciale di opere musicali e cinematografiche, Disney e Sony in testa, e delle loro lobby, RIAA e più modestamente SIAE, ha fatto il proprio mestiere, alternando stracciamento di vesti a potenti azioni di lobby, che hanno prodotto leggi ed iniziative così potenzialmente liberticide da essere superate solo da iniziative mostruose post 11/9 quali il Patriot act o la TIA.

L'industria informatica, Microsoft e consorzio TCPA in testa, sta facendo del proprio meglio per realizzare in maniera adeguata il digitale del futuro, incorporando in profondità nei sistemi operativi e nelle applicazioni sistemi di protezione della proprietà intellettuale (DRM - Digital Rights Management) che hanno lo scopo dichiarato di proteggere i diritti degli autori contro i pirati informatici, e l'effetto certo di sottrarre il controllo del pc ai legittimi proprietari e di trasformare clienti ed utenti in nemici e prigionieri. 

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Ruolo Parlamenti nello Svuluppo della Societa' dell'Informazione PDF Print E-mail
Written by Stefano Rodotą   
Monday, 12 March 2007

The Role of Parliaments in the Development in the Information Society

Inter-Parliamentary Union - International Conference
Keynote Speech

Stefano Rodota'


Qual  il destino dei parlamenti nell'età dell'informazione e della comunicazione? Alcuni anni fa, quando cominciò il dibattito sulla democrazia elettronica, sembrava che le nuove tecnologie avrebbero portato ad una progressiva scomparsa della democrazia rappresentativa, sostituita da forme sempre pi diffuse di democrazia diretta. Nel nuovo agorà elettronico i cittadini avrebbero potuto prendere sempre la parola e decidere su tutto.

La memoria dell'antica Atene e il modello dei town meetings del New England apparivano come la forma nuova della democrazia, con un intreccio tra antico e nuovo che avrebbe via via cancellato il ruolo dei parlamenti. Nel 1994, un influente uomo politico americano, Newt Gingrich, che sarebbe diventato Speaker della Camera dei Rappresentanti, parlava di un "Congresso virtuale", che avrebbe sostituito il Congresso tradizionale, affidando al voto elettronico di tutti i cittadini anche le scelte legislative.

Oggi queste ipotesi sono lontane, e la democrazia elettronica segue strade diverse da quelle di una brutale e ingannevole semplificazione dei sistemi politici. Ma questo non vuol dire che i parlamenti possano trascurare le grandi novità determinate dalle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, che incidono profondamente sul loro ruolo e sul modo in cui si struttura il loro rapporto con la società. Non siamo di fronte a semplici strumenti tecnici, ma ad una forza potente, la tecnologia nel suo complesso, che sta trasformando in modo radicale le nostre società. Stiamo passando, su scala mondiale, da un equilibrio tecnologico all'altro. E un grande antropologo, Marvin Harris, ha sottolineato che ""il momento decisivo per una scelta consapevole si ha soltanto durante la fase di transizione da un modo di produzione all'altro. Dopo che una società ha scelto una particolare strategia tecnologica ed ecologica per risolvere il problema dell'efficienza declinante, può esse
re impossibile modificare le conseguenze di una scelta poco intelligente per un lungo periodo futuro". Il primo, grande compito dei parlamenti, oggi,  dunque quello di cogliere questo momento, di compiere tempestivamente le scelte intelligenti necessarie perchè l'insieme delle tecnologie si risolva in un rafforzamento complessivo della democrazia.

Sono divenute chiare alcune linee di analisi e di intervento, che possono essere così riassunte:

  • evitare che le nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione portino ad una concentrazione invece che ad una diffusione del potere sociale e politico;
  • evitare che le nuove tecnologie, invece di favorire una vera partecipazione dei cittadini, si consolidino come la forma del populismo del nostro tempo, con un continuo scivolamento verso la democrazia plebiscitaria;
  • evitare che ci si trovi sempre pi visibilmente di fronte a tecnologie del controllo invece che a tecnologie delle libertà;
  • evitare che nell'età dell'informazione e della comunicazione nuove disuguaglianze si aggiungano a quelle esistenti;
  • evitare che il grande potenziale creativo delle nuove tecnologie porti non ad una diffusione della conoscenza come grande bene comune, ma a forme insidiose di privatizzazione.

Pure l'età digitale, dunque, ha i suoi peccati, sette come vuole la tradizione, e che sono stati così enumerati:

  1. diseguaglianza;
  2. sfruttamento commerciale e abusi informativi;
  3. rischi per la privacy;
  4. disintegrazione delle comunità;
  5. plebisciti istantanei e dissoluzione della democrazia;
  6. tirannia di chi controlla gli accessi;
  7. perdita del valore del servizio pubblico e della responsabilità sociale
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Last Updated ( Monday, 12 March 2007 )
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Didattica e diritto d'autore: un interessante contributo PDF Print E-mail
Written by Elvira Berlingieri   
Friday, 09 March 2007

Didattica e diritto d'autore: un interessante contributo che prende spunto da un recente caso di cronaca.

Elvira Belingieri 

È giusto pagare i diritti d’autore su opere pubblicate sulla Rete per finalità eminentemente didattiche? Quando vale l’eccezione per uso didattico? Il caso del professore di Cesena, la posizione della Siae, i problemi più vasti dell’e-learning che verrà

Tutto parte da Homolaicus. Come altri simili siti di risorse didattiche in giro per la Rete, Homolaicus mette gratuitamente a disposizione di docenti e formatori materiale utile ad arricchire e completare lezioni ed esercitazioni. Qualche giorno fa, il prof. Galavotti, titolare del sito e insegnante di Cesena, ha ricevuto una richiesta da parte della Siae per il pagamento di diritti d’autore relativi a 74 file digitali che riproducevano quadri di autori tutelati (Picasso, Klee, Marinetti ecc.). La somma, indicata forfetariamente per il periodo da agosto 2002 a gennaio 2007, ammonta a 4.740,00 euro, Iva compresa. La notizia, una volta nota, ha suscitato numerose reazioni. Minimo comune denominatore? Il convincimento che la possibilità di diffondere cultura attraverso la Rete non debba essere limitata economicamente dall’applicazione indiscriminata del diritto d’autore.

A seguito della richiesta della Siae, ci sono state due interrogazioni parlamentari. Una da parte del Sen. Bulgarelli, e l’altra da parte dell’On. Cardano. Entrambe le interrogazioni si preoccupano che questa richiesta diventi un precedente che possa mettere in pericolo il sano sviluppo della didattica in Rete, e invocano l’applicazione della eccezione della legge sul diritto d’autore, prevista per la didattica (ne parleremo oltre). Contemporaneamente parte per iniziativa dell’Anitel (Associazione Nazionale Insegnanti Tutor e-Learning) una petizione volta a raccogliere firme a sostegno della utilizzazione libera di opere in contesti didattici. La Siae, da parte sua, non ha incassato le critiche in silenzio. E con una nota diffusa il 21 febbraio prende precisa posizione sul suo supposto ruolo “punitivo” nei confronti della didattica in Rete. Riprendendo parole che aveva già pronunciato Giorgio Assumma, in risposta a un articolo di Roberto Perotti sul Sole 24 ore, la nota ribadisce che il diritto d’autore è un “diritto del lavoro” e “non un balzello”, ed è quindi giusto pretendere una retribuzione per ogni suo utilizzo. Una posizione che è potrebbe diventare un vero e proprio nodo gordiano per quanto riguarda la possibilità di fare (a vari livelli) didattica in Rete nei prossimi anni

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