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 Web Libero Sapere.   

Tratta di Sapere (come mezzo di produzione, strumento di emancipazione, patrimonio dell'umanita') e di reti (reti sociali, reti economiche, reti di conoscenza, reti informatiche)

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Archivio Documenti per Campagne PDF Print E-mail
Written by Administrator   
Tuesday, 27 March 2007

Qui si trovano i documenti di riferimento delle campagne e iniziative in corso

http://www.liberosapere.org/doc/ 

 

Last Updated ( Sunday, 22 April 2007 )
 
PE - ITRE - Conoscenza e Innovazione PDF Print E-mail
Written by Roberto Galtieri   
Tuesday, 06 February 2007

PARLAMENTO EUROPEO    2004 - 2009
ITRE Commissione per l’industria, la ricerca e l’energia
4.12.2006   DOCUMENTO DI LAVORO
sull’applicazione pratica delle conoscenze: un’ampia strategia di innovazione per l’UE
Commissione per l’industria, la ricerca e l’energia

Relatore: Adam Gierek
Si tratta di un primo documento di lavoro al quale seguirà una proposta di relazione a sua volta emendabile dagli altri deputati. Una volta adottato in Commissione parlamentare il testo sarà sottoposto all'Aula.

Last Updated ( Tuesday, 06 February 2007 )
 
Innovazione COM(2006) 5002 PDF Print E-mail
Written by Roberto Galtieri   
Tuesday, 06 February 2007

Bruxelles, 13.9.2006
COM(2006) 502 definitivo
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO, AL PARLAMENTO EUROPEO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI

Mettere in pratica la conoscenza: un’ampia strategia dell'innovazione per l'UE

Innvazione  

 
IPRED2 La posizione del Parlamento Olandese PDF Print E-mail
Written by Administrator   
Tuesday, 06 February 2007

Letter to:

To Mr F. Frattini
Vice-President of the European Commission
Commissioner for Justice, Freedom and Security
European Commission
B-1049 BRUSSELS
The Hague, 3 July 2006
135275.03

Y.E.M.A. Timmerman-Buck,  President of the Senate Senate of the States-General, Senate of the States-General

F.W. Weisglas, President of the House of Representatives, House of Representatives of the States-General 

[here is the letter] 

Last Updated ( Wednesday, 02 May 2007 )
 
Conoscenza, Bene comune PDF Print E-mail
Written by Administrator   
Tuesday, 06 February 2007

Conoscenza, bene comune fondamentale della societa' dell'informazione

Una riflessione e una adesione all'iniziativa di Petrella


Acqua, Saperi .... vecchi e nuovi commons


Riccardo Petrella, in una serie dei 5 straordinari articoli sui beni comuni (una sorta di Manifesto), apparsi sul Manifesto e su Carta, propone di partire dal concetto di bene comuni, per una ricostruzione sociale e uno sviluppo alternativo.

  1. 27/08/2006 Res publica, libera dal capitale
  2. 30/08/2006 Scusi, sa dirmi di chi e' quella foresta? Cerchiamo di analizzare il concetto di bene comune
  3. 01/09/2006 Il sapere scorre come l'acqua
  4. 03/09/2006 Oro bianco, la fonte del potere
  5. 05/09/2006 La strategia della tartarughe. La conoscenza, come l'acqua, e' biologicamente essenziale. Ma la sua mercificazione e' a una fase molto avanzata.

In questi articoli, Petrella traccia una possibile strategia per il governo Prodi, partendo dal concetto di Bene Comune, iniziando dai temi dell'acqua e della conoscenza .

L'approccio proposto da Petrella, trova il nostro forte e pieno consenso e supporto.

Infatti noi comunisti del gruppo di lavoro sul libero sapere, sul tema specifico dei beni immateriali, da anni sosteniamo che debbano essere considerati un bene comune, un patrimonio dell'umanità. Che una loro mercificazione, porta ad un impoverimento complessivo della società.

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I Comunisti contro la brevettabilità del sapere PDF Print E-mail
Written by Administrator   
Tuesday, 06 February 2007

I Comunisti Italiani in Europa contro la brevettabilità dell Software

Dopo il controllo da parte delle multinazionali sull'alimentazione (brevetti sulle sementi e sulle specie animali della catena alimentare), sulla salute (brevetti sui vaccini e sui farmaci) e sulla vita (brevetti sulle invenzioni biotecnologiche) ora queste vogliono la privatizzazione del sapere elettronico e della sua diffusione.

La Commissione (l'esecutivo dell'Ue) ha proposto infatti una direttiva che legalizza questi brevetti lasciando nella mani di poche multinazionali la proprietà dei codici e degli algoritmi del software.
Per i non addetti ai lavori è come se la Commissione proponesse di permettere di brevettare le note musicali e gli accordi: chiunque componga musica dovrà pagare i diritti alla multinazionale proprietaria del brevetto sulle note per ogni nota utilizzata nel suo componimento, ovvero diventare salariato della multinazionale proprietaria dei brevetti.

Oggi, in quella che viene denominata società della conoscenza, il sapere e la conoscenza sono la risorsa fondamentale e necessaria per lo sviluppo economico dei paesi del nord del mondo.

A fronte di questa nuova realtà, e della crisi da sovrapproduzione, le multinazionali stanno imponendo nuove leggi e regole per impedire il libero scambio dei saperi. Ciò è avvenuto in modo sotterraneo negli ultimi 10 anni, mediante gli infami accordi TRIP, nell'ambito dell'OMC (Organizzazione Mondiale del Commercio); mediante gli uffici brevetti che hanno esteso la brevettabilità dai processi industriali, ai processi di business, alle idee, al software.
La brevettabilità del software e delle idee, già permessa in Usa, ora è in discussione al Parlamento europeo.

Contro la proposta della Commissione, in quanto limita la ricerca e l'innovazione nel campo informatico e rende impossibile lo sviluppo del software per le pmi (piccole e medie imprese) poiché non hanno i capitali necessari, né interesse produttivo al brevetto - il libero software è il 70% del capitale necessario - si è svolta a Bruxelles, il 27 agosto scorso, una manifestazione indetta dalla Foundation for Free Information Infrastructure. I manifestanti, quasi tutti giovanissimi, sono preoccupati del loro avvenire, poiché con l'adozione della direttiva non esisteranno più piccole imprese di software - dunque un'importante perdita occupazionale valutata in migliaia di unità - ma anche perché la proposta di direttiva mette il sapere elettronico nelle mani delle solite multinazionali statunitensi.

In Parlamento l'opposizione alla direttiva è condotta dai comunisti italiani e dal loro gruppo parlamentare (GUE/NGL) e dal gruppo verde.

Il deputato Cossutta è il primo firmatario della richiesta di rifiuto della proposta del Commissario Bolkestein, in quanto "proponendo la brevettabilità delle invenzioni messe in opera con un computer, la Commissione apre la via alla brevettabilità del sapere umano. Di più, questa direttiva non risponde alle necessità economiche, scientifiche e culturali del settore informatico europeo così come la necessità di promuovere l'innovazione".

La proposta di direttiva è uno strumento di aggressione alla libera diffusione ed alla condivisione della conoscenza, pratica comune nell'ambito informatico. Copiando pedissequamente il modello statunitense, la Commissione intende così favorire poche multinazionali, ovvero creare un monopolio, limitando la possibilità di creare software.

La brevettabilità del software è il segno della crisi di sovrapproduzione del sistema capitalista, i brevetti sono a tutti gli effetti capitale accumulato che rientra nella sfera dell'autoriproduzione.
La proprietà legale delle idee (degli strumenti elettronici per realizzarle) fa regredire il sistema capitalista a sistema feudale come quando il feudatario era proprietario della terra ed i contadini servi della gleba.

Se dunque gli elementi per produrre software - una volta liberamente disponibili - saranno brevettati, poche multinazionali obbligheranno quello che oggi è un produttore indipendente a pagare i diritti o, essendo i mezzi di produzione requisiti, diventare salariati (iperflessibilizzato-servo della gleba) delle multinazionali.

 
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